La città è rappresentata come luogo di disaggregazione, un non luogo dove tutto scorre. Il non luogo è rappresentato, nei differenti livelli di visualizzazione del video, attraverso varie risoluzioni. E’ l’interazione, la simbiosi, fra il luogo, spesso la strada, e l’umano, ad essere presa in esame. La simultanea presenza ed assenza dell’uomo è catturata.
Il colore rappresenta l’attimo che passa, che fugge senza essere visto, la capacità cromatica ha la forza di rendere visibile ciò che passa inosservato. Quello che si può toccare e vedere, è associato, alla parte delle foto sulla presenza umana che appare e svanisce, liquefacendosi nel contesto urbano.

 

 

Ciascun luogo può rivendicare la sua appartenenza. E’ il suono delle ombre che si riflettono ingigantite sulla superficie bugnata del monumento che consegna al luogo stesso tale possibilità. Ma il passaggio in tale luogo, la presenza umana è tolta al luogo stesso elevandosi a pura astrazione. Il luogo rivendica la sua esistenza tagliando e catturando ad ogni passaggio le ombre che si proiettano sulla sua superficie.L’ombra viene come tagliata dalle lame del bugnato ed il suono sta lì a ricordarlo. Tutto inizia lentamente, è un momento in cui la città schiude la sua potenza. La cassa di risonanza è il luogo stesso; la piazza diventa un microcosmo dove nel silenzio è possibile percepire una sorta di “radiazione fossile di sottofondo”.

 

 

La giostra si muove sola, nessun bambino o gioco è presente su di essa. E’ rappresentata la solitudine inquietante in cui versa nel contemporaneo il gioco dei piccoli, lasciati a se stessi e soli il cui unico mezzo di confronto sembra essere ormai solo quello digitale.
Merry-go-round rappresenta un punto di riferimento a cui manca la possibilità di diventarlo. Riecheggiano solamente le risa del passato che con un pò di inquietudine si riflettono nel presente, quasi che il tempo abbia dato all‘oggetto la possibilità di affermare la propria esistenza. I colori stanno a rappresentare le differenti percezioni tra passato e presente (lento e veloce); due mondi che si sovrappongono in un movimento sincronico senza coincidere mai

 

Random Access_3D è il titolo del video che indaga l'interazione e l'evolvere delle informazioni ad "accesso casuale" nei nostri percorsi cognitivi. L'accesso a tali informazioni è in stretta relazione a quei processi micro e macroscopici che fanno diventare il ricordo immagine latente, attraverso i concetti di rete, relazione, complessità, caos, interconnessione e temporalità. Infine, con opportuni occhiali, è possibile percepire la tridimensionalità del video. Sono così poste in relazione le informazioni che passano da uno stato, apparentemente casuale, a quello percettivo di una ulteriore informazione dovuta alla profondità. L'accesso a tale informazione non è più casuale ma funzione del soggetto che, indossando gli occhiali, ne determina così la sua esistenza.

 

Timelock è un video creato su una riflessione basata su uno dei più grandi scritti di Marcel Proust “Alla ricerca del tempo perduto”. E’ possibile intuire di cosa è composto il tempo per cercare di fuggire da esso?  Si cerca sempre un motivo per fuggire dal tempo che scorre ma, spesso, ne rimaniamo intrappolati, bloccati. Il metronomo rappresenta così una chiave di lettura per interpretare il tempo e ricrearlo artificialmente con i suoni che si susseguono in modo consequenziale ad un ritmo ipnotico. L’apparente caos dei suoni fornisce una speranza: si cerca rifugio nei meandri della nostra mente per evadere dall’invadenza del suono incipiente. Si entra così in un mondo interiore costruito sulla contrapposizione tempo perduto-tempo ritrovato.